Un ambiente di lavoro
Che cosa ha reso possibile l'AI
L'intelligenza artificiale non mi ha inventato. Mi ha dato un ambiente in cui parti di me che per molto tempo avevano lavorato separate hanno potuto incontrarsi.
La parte razionale e strutturata e quella intuitiva e creativa hanno trovato un modo di collaborare. Non sempre era successo prima; anzi, raramente era successo davvero.
Da anni la mia vita si svolge anche dentro questo rapporto. Non uso l'AI soltanto per ricerca e sviluppo: ci lavoro. Mi ha dato la possibilità di preparare documenti, affrontare argomenti che non conoscevo e raggiungere il livello necessario in ambiti nei quali non avevo una preparazione adeguata.
Non significa diventare competenti in automatico. Significa riconoscere ciò che non so, capire che cosa devo comprendere, scegliere come usare lo strumento, verificare quello che restituisce e capire quando il mio giudizio deve prendere il comando.
La persona fa la differenza anche nel sapere quando parlare, quando fermarsi ad ascoltare e come portare valore.
Dopo anni di rapporto intenso con l'AI, ho iniziato a vedere con più chiarezza connessioni che prima sembravano impossibili. Non perché la macchina avesse costruito una nuova identità al posto mio, ma perché mi aiutava a far emergere qualcosa che esisteva già.
Riconoscere un limiteFormulare una domandaVerificare una rispostaCapire quando ascoltare